Yavi, un marchesato nell’Argentina
Yavi si trova nel nord dell’Argentina, a solo 16 chilometri da La Quiaca. È stato riconosciuto come “Luogo storico nazionale” nel 1975. Ha 300 abitanti. L’origine del nome è quechua e siginifica “occhio”, secondo quello che ci hanno detto.
In uno dei miei viaggi al nord, sono andata a Tolar Grande con la mia amica Orne e ho conosciuto Santiago (Giacomo), un architetto della provincia di Santa Fe, che aveva lasciato il suo lavoro e venduto tutto per percorrere America del Sud in macchina. Nell’escursione di Tolar, che dura tre giorni, siamo diventati amici e abbiamo deciso di fare la prima parte dell’avventura di Santiago insieme. Abbiamo percorso per quasi una settimana i diversi paesini del nord.
Siamo arrivati a Yavi un pomeriggio di luglio con un vento da farci volare. Praticamente non vedevamo a due metri dalla nuvola di polvere. In un angolo abbiamo visto una bandiera grande dei popoli originari e una cartello di legno con sopra scritto “Hospedaje Marisol” (Albergo Marisol). Abbiamo bussato alla porta di legno e, dopo un po’, è apparsa una bambina.
-Che cosa cercate?
-C’è posto per sistemarci?.Siamo in tre, le ho chiesto
-Aspettate, subito viene la mia mamma.
Dopo cinque minuti è apparsa una signora giovane, bassa, con un sorriso che le riempiva tutta la faccia e con gli occhi dolci e tristi. Aveva le mani sporche di farina. Mentre ci mostrava le camere e i servizi, il posto cominciava a impregnarsi di profumo di pane. Lei ci raccontava, con una voce orgogliosa, su tutto quello che potevamo visitare a Yavi. Tutta la sala da pranzo era piena di articoli di artigianato in terracotta che vendeva lei.
Quella sera abbiamo percorso poco, dovuto al forte vento e a un blackout che ha lasciato tutto il villaggio senza corrente. Il caminetto da Marisol, invitava, insieme a tutti gli articoli di artigianato che c’erano nella sala da pranzo, a rimanere dentro. Su varie delle pareti, c’erano delle lettere e delle scritte di ringraziamento dei turisti che avevano avuto l’opportunià di passare, al meno una notte, in quel posto così accogliente e che ti fa sentire come a casa dal momento che attraversi la sua porta.
-Marisol, hai qualcosa di buono da mangiare con il mate?, ho chiesto ansiosa.
-No, ma subito vi trovo qualcosa!. Figlia, va’ da Claudia e prendi dei pasticcini, ha detto a una delle sue figlie.
Poi, abbiamo saputo che Claudia aveva una bancarella di dolci fatti in casa di fronte alla chiesa. Ma al pomeriggio, soprattutto in inverno, non c’era nessuna aperta. Non è necessario dire che i pasticcini erano deliziosi.
In uno dei ristoranti, ci hanno apparecchiato un tavolo con delle candele. Hanno cucinato per noi pasta al ragù (“tuco”, da noi) molto buona! Yavi è caraterizzata dalle strade ampie e dalle case in adobe, canna, argilla, e paglia.
La mattina dopo, Marisol ci ha preparato una colazione deliziosa, con pane fatto da lei nel forno di argilla, marmellata e caffellatte. È una persona estremamente attiva e penso di non averla mai vista seduta per molto tempo. Ma, comunque, non l’ho mai vista stanca o lamentandosi.
Al tramonto, alcuni bambini che scendevano dal monte con i loro capretti, quando l’hanno vista sono corsi ad abbracciarla.Si vedeva che tutto il villaggio la voleva bene e la rispettava molto.
Sembra strano, ma in Argentina c’è stato un marchesato e si trovava a Yavi!. Juan Fernández Campero y Herrera e sua moglie hanno messo, nel 1682, la pietra fondamentale della capella della loro tenuta di San Francisco de Yavi. Ci hanno messo otto anni a finirla. Nel 1707, il matrimonio ha ottenuto il titolo di Marchesi della Valle de Tojo, e Yavi è diventata la sede di quel marchesato(unico nel territorio della patria).
Quando si vede la chiesa dalla piazza, uno non immagina i grandi tesori e ricchezze che ci sono dentro. È molto modesta dall’esterno. Un altro edifficio che spicca è la casa del marchese, che può essere visitata.
Marisol ci ha detto che c’è un trekking molto bello di 3 chilometri fino a Yavi Chico. Lì si possono vedere le piantagioni di canna da zucchero e si arriva a una scuola, vicino alla quale, ci sono delle pitture rupestri.Non siamo riusciti a farlo, ma aspettiamo realizzarlo nella prossima visita.
Purtroppo, il nostro viaggio a Yavi è stato molto breve, visto che Santiago doveva continuare la sua grande avventura e noi dovevamo tornare a Salta per prendere il volo di ritorno.
Casa del Marquéz
Giocando con Orne y Santiago
Strada principale
Venditore ambulante




